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La persona al centro della vicenda è il presidente di un'associazione culturale attiva nel centro storico di Perugia, originario della Calabria, che era finito sotto indagine da parte della Procura della Repubblica di Perugia con le pesanti accuse di diffamazione aggravata e minacce nei confronti dell'allora Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando.
Il caso e le indagini
L'inchiesta era scattata dopo la pubblicazione di un post sul profilo Twitter dell'uomo, giudicato dagli inquirenti fortemente offensivo e minatorio nei confronti del ministro. A seguito della segnalazione, la Digos e la Polizia Postale di Perugia avevano avviato accertamenti informatici completati da una perquisizione domiciliare, durante la quale erano stati sequestrati lo smartphone e il computer dell'indagato per verificare la paternità e l'origine del messaggio.png)
L'esito: l'assoluzione
Nonostante la gravità iniziale delle contestazioni, l'iter giudiziario si è concluso positivamente per l'imputato. La difesa è riuscita a dimostrare la mancanza di una reale volontà minatoria o di un pericolo concreto, inserendo le affermazioni nell'ambito di una forte e provocatoria (seppur aspra) critica politica o provando l'infondatezza del reato di minaccia grave. Il presidente dell'associazione è stato quindi assolto con formula piena, ripulendo la sua posizione rispetto alle accuse mosse dall'esponente politico.

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