Casa Inalco, la villa sul lago

Casa Inalco, nei pressi di San Carlos de Bariloche


Secondo i documenti FBI, Hitler avrebbe vissuto per un certo periodo di tempo in una villa protetta nei pressi di Bariloche, la Casa Inalco. Il nascondiglio era perfetto. 

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Si tratta, infatti, di una residenza a diversi chilometri dalla città, circondata da 180 ettari di fitta foresta e accessibile solo dal lago, nei pressi del quale si trova. 


Due isolette ne nascondono la vista. Nessuna strada raggiunge la villa. Tutto quello che si sa è che tutto quel terreno venne acquistato nel 1940 da Jorge Antonio, capo della Mercedes Benz in Argentina, uno dei primi nazisti ad essersi trasferito qui.

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 La residenza venne completata nel 1945 e poi non se ne sentì più parlare. Il problema è che la villa ancora oggi è proprietà privata e che gli attuali proprietari, dei quali non si sa assolutamente nulla, non rilasciano permessi di alcun tipo. 


L’area, insomma, è off limits, per cui l’unico sistema per vedere la villa è avvicinarsi di nascosto. Tim Kennedy si dice pronto a farlo, per cui gli americani decidono di raggiungere la locazione. 

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Dopo alcune ore di viaggio in motoscafo, la squadra arriva nei pressi della piccola insenatura dove sorge la villa. Subito notano una torre di guardia che protegge l’area in entrata e in uscita. 


Se una mitragliatrice fosse piazzata lì, impedirebbe l’accesso di qualunque natante. L’imponente struttura di Casa Inalco sorge a una decina di metri dalla spiaggia, circondata da una fittissima vegetazione alle sue spalle. Tim Kennedy conta tre comignoli, due porte d’ingresso, quindici o diciassette finestre. 


Kennedy ferma il motoscafo dietro una delle due isolette di fronte alla villa, affinché non si possa notare dalla villa, e scende in acqua. A nuoto arriva fino alla villa. La prima cosa che vede, toccata terra, è una rampa da idrovolanti che dal lago arriva fino all’ingresso della villa. 


E’ chiaro che sia proprio quello il mezzo di trasporto più usato dai proprietari della villa. L’edificio, comunque, non è disabitato. Mentre Kennedy ispeziona la zona, nota una persona che esce dalla villa e si dirige verso la spiaggia. L’americano si nasconde e aspetta fino a quando il custode non rientra in casa. 


Poi, torna a nuoto verso il motoscafo.

Bob Baer, a Los Angeles, decide che sia il caso di sapere qualcosa di più su quella villa che si configura come un perfetto nascondiglio per un fuggitivo come Hitler. Questa volta Tim Kennedy sarà affiancato da J.P. Cervantes e si faranno precedere da un drone, che controllerà la situazione dall’alto.




Questa volta scoprono che, dietro la villa, c’è il sistema di areazione di un tunnel sotterraneo. Controllano con una microtelecamera in fibra ottica, dotata di un tubo di trenta metri. Ma si accorgono che sottoterra ci sono solo macerie. Il tunnel  è stato fatto saltare.


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