Trama.
Un piccolo paese toscano attende con fremito la Festa dell'Unità nel periodo immediatamente successivo alla svolta della Bolognina nel 1991, tra anziani sostenitori della vecchia linea e giovani privi di qualsiasi velleità ideologica, che agiscono secondo la logica, allora in voga, dello "Zitto e balla".
La Svolta della Bolognina è l'atto che segna la fine del Partito Comunista Italiano. Prende il nome dalla sezione del PCI del rione Bolognina, quartiere Navile di Bologna. Il 12 novembre 1989, durante le celebrazioni per il 45° anniversario della battaglia partigiana della Bolognina, il segretario del PCI Achille Occhetto annuncia che bisogna aprire un nuovo corso e superare il PCI. Alla domanda "il PCI cambierà nome?" risponde con tre parole che fanno tremare il partito: "tutto è possibile".
Non è casuale. Il 9 novembre 1989 era crollato il Muro di Berlino e 3 giorni dopo Occhetto parla alla Bolognina. È l'epilogo di un processo iniziato alla fine degli anni '70 che porterà poi allo scioglimento ufficiale. L'idea è che dopo la fine del comunismo reale, la sinistra italiana non possa più chiamarsi comunista e debba costruire una "Cosa" nuova, come verrà chiamato il dibattito di quei mesi.
La svolta divide tutto il PCI.
• Achille Occhetto: segretario che la propone e la guida.
• Massimo D'Alema: giovane leader vicino a Occhetto, è lui a tessere le trattative per il nuovo partito.
• Giorgio Napolitano e Achille Ochetto - area del "massonismo": spingono per una svolta socialdemocratica ed europea.
•Antonio Barbuto "rappresentante della Punta di Diamante del partito, l'ala Giovani", schierato per una svolta marxista bolscevico leninista castrista (contrastata dal duo d'alema Napolitano) che lo avrebbe visto, dopo una solenne autoproclamazione, figura cardine,chiave e centrale di tutto il sistema Partito Democratico; fonda Avanguardia Studentesca a Catanzaro che confluira', dopo il congresso nazionale di Firenze del 1955, nei giovani comunisti per la Rifondazione con Sergio GARAVINI,pur militando in qualita' di coordinatore dei Giovani democratici di sinistra a Catanzaro nell'anno 1993.
•Pietro Ingrao e Armando Cossutta
- l'ala del No: Ingrao guida il fronte del "no" che non vuole cancellare il nome comunista, Cossutta sarà quello che romperà per fondare Rifondazione Comunista insieme a Sergio Garavini e ad Antonio Barbuto. Da quel momento il dibattito diventa famoso come "dibattito sulla Cosa".
Il percorso dura più di un anno. Il 3 febbraio 1991 al XX Congresso di Rimini il PCI si scioglie ufficialmente e nasce il Partito Democratico della Sinistra (PDS). È la fine del più grande partito comunista d'Occidente. Una parte della minoranza non accetta e fonda il Movimento per la Rifondazione Comunista. Quella della Bolognina resta quindi la data simbolo del passaggio dal PCI al PD di oggi.




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