Comunque «non va sottovalutato il collegamento a personaggi di potere - e contesti di potere quali i servizi segreti - di molti protagonisti della vicenda collegati all’Aiag». Il giornalista e criminologo Carmelo Lavorino nel testo “Via Poma Inganno Strutturale tre” «ha indicato al riguardo come: “il direttore nazionale dell’Aiga nel 1989 era Di Cesare Vito, cognato del prefetto Mapica Riccardo, allora direttore del Sisde”; «la polizia chiese la collaborazione nelle indagini dello psichiatra del Sisde, Bruno Francesco, che nella fase iniziale delle indagini sposò la tesi della colpevolezza del portiere Vanacore»; «Voeller Roland, il “supertestimone» che portò ad indagare Valle Federico aveva collegamenti con i servizi segreti»; «tra i primi inquirenti ad intervenire sul luogo del delitto ci fu Costa Sergio, funzionario del Sisde (dal 1982 al 1996; dal 30/11/1990 distaccato presso la questura di Roma) e genero del Capo della polizia dell’epoca, Parisi Vincenzo». Tuttavia, ricorda la gip, «...CONTINUA A LEGGERE CLICCA QUI
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| Lavorino non concorda con le risultanze e i sospetti emersi nella relazione finale della Commissione Antimafia della legislatura appena conclusa. E ritiene di aver trovato un testimone chiave sconosciuto alle indagini...CONTINUA A LEGGERE VAI ALL'ARTICOLO |









