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IL TRASH NAZIONALE TARGATO IL SOLE24ORE

"Non ci sono prove che abbia ucciso Pamela", escluso l'omicidio nell'arresto di Oseghale


MACERATA - Adesso Innocent Oseghale comincia a ricordare. Adesso inizia ad ammettere qualcosa, anche se molto meno di quello che gli inquirenti gli contestano: "Pamela ha avuto un’overdose, ha avuto una crisi e sono scappato", ha detto il nigeriano ai magistrati che indagano sulla fine della 18enne romana.Gli inquirenti lo accusano di tre reati: l’omicidio, il vilipendio e l’occultamento di cadavere. Ma la prima delle tre accuse è caduta di fronte al Gip nella richiesta di fermo: finché non arriveranno gli esami tossicologici e quelli sui rilievi - biologici e non - effettuati dal Ris nell’appartamento di mattoncini rossi in via Spalato a Macerata, è impossibile tenere qualcuno in carcere con l’accusa di omicidio. Gli indizi al momento sono insufficienti a escludere che la morte sia stata provocata da un’overdose. Non lo sono affatto, invece, a ritenere Innocent coinvolto in modo decisivo negli altri due reati, l’occultamento e il vilipendio del corpo di Pamela, scaricato in pezzi in due trolley nelle campagne di Pollenza. Intanto, il lavoro degli inquirenti prosegue sull’altro indagato

in relazione alla morte della ragazza: nigeriano anch’egli, è l’amico di Innocent a cui lo spacciatore si è rivolto per procurare a Pamela una dose di eroina, come gli avrebbe chiesto la ragazza. Innocent in casa aveva solo 80 grammi di marijuana, non eroina. Per questo si sono recati nella zona dello stadio a incontrare il suo amico, un pusher meglio rifornito anche della “eroina bianca” molto diffusa nel giro della tossicodipendenza maceratese. Ma gli inquirenti sospettano che il secondo indagato, lo spacciatore dell’eroina, possa aver avuto un ruolo anche nella fase finale di quest’orrore: lo scempio del corpo, e il tentativo di lavar via le prove con la candeggina. Sospettano fortemente che qualcuno abbia quantomeno aiutato Innocent in queste due operazioni, la prima delle quali richiede terribili ma precise capacità. E il primo nome in lista, tra i possibili complici anche in questo epilogo miserabile, è proprio l’amico pusher di Innocent, lo spacciatore dell’ultima dose di eroina.

Il tutto in attesa, naturalmente, degli esami tossicologici che potrebbero escludere l’overdose come causa della morte aggiungendo l’omicidio volontario, che rimane ipotizzato dagli inquirenti nelle indagini, tra i motivi per i quali Innocent dovrà restare in galera in attesa del processo. Qualora invece gli esami dovessero decretare la morte per overdose, Innocent e i suoi eventuali complici potrebbero addirittura ottenere gli arresti domiciliari.
Stasera a Macerata si terrà una fiaccolata organizzata dall'associazione "L'esistenza Ora". Alla camminata silenziosa "Una luce per Pamela", che partirà alle 20.30 dai giardini Diaz, parteciperanno anche i familiari della 18enne. Alle 19 invece è annunciato in città un comizio del leader di Forza Nuova Roberto Fiore.



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