Chi era Barabba? Perche' il popolo lo salvo' condannando Gesu' Cristo?


Barabba (aramaico בר-אבא, Bar-abbâ, letteralmente "figlio del padre") era, secondo i quattro vangeli canonici, un ebreo appartenente al partito degli zeloti.

Gli zeloti (in ebraicoקנאיםḲanna'im) erano un gruppo politico-religioso giudaico apparso all'inizio del I secolopartigiani accaniti dell'indipendenza politica del regno di Giudea, nonché difensori dell'ortodossia e dell'integralismo ebraico dell'epoca. Considerati dai romani alla stregua di terroristi e criminali comuni, si ribellavano con le armi alla presenza romana nell'antica Palestina. Barabba uno di loro.
Gli Zeloti Svolsero un ruolo importante nella grande rivolta del 66-70 e la maggior parte di essi perì , durante la presa di Gerusalemme da parte di Tito Flavio Vespasiano.
La figura di Barabba viene presentata in modi diversi nei quattro vangeli canonici.Ma tutte  le interpretazioni confermano, l'appartenenza a gruppi di ribelli coi quali si era particolarmente distinta la sua figura di combattente, al punto da divenire  famoso , quasi un eroe  per i giudei , che non avevano accettato di buon grado  l'occupazione romana della propria terra. Detto cio' ecco svelato l'arcano sul  "perche' il popolo  scelse Barabba e non Gesù" ; predicatore buono , saggio e altruista , ma certamente dalle gesta meno efferate e sanguinarie del famoso Barabba.  

Passiamo adesso ai Vangeli: 
  • Il Vangelo secondo Marco (15,7) racconta che «un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli (stasiastôn) che nel tumulto avevano commesso un omicidio», sottolineando quindi l'appartenenza a un gruppo insurrezionale, responsabile collettivamente di omicidio, secondo la prassi dei sicarii zeloti, che fomentavano tumulti per uccidere romani ed ebrei traditori, per poi dileguarsi nella folla.
  • Il Vangelo secondo Matteo (27,16) lo definisce «un prigioniero famoso».
  • Il Vangelo secondo Luca (23,19) afferma che era stato incarcerato per assassinio, oltre che complicità in una sommossa: «Questi [Barabba] era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio».
  • Il Vangelo secondo Giovanni (18,40), invece, afferma solo che egli è un "brigante" (λῃστής, lestés).


Nei vangeli Barabba compare nell'ambito del racconto del processo a Gesù davanti a Ponzio Pilato. Il prefetto romano, non trovando giustificazione alcuna alle pretese di crocifissione fatte dagli accusatori, voleva liberarlo. Secondo i vangeli sinottici era infatti consuetudine del prefetto romano di liberare un carcerato nel giorno di Pasqua, mentre secondo il Vangelo di Giovanni si trattava di una consuetudine ebraica. Il popolo di Gerusalemme, spinto dai sacerdoti, scelse Barabba.

Tale amnistia da concedere ad un prigioniero per la Pasqua non è, comunque, mai stata storicamente documentata per nessun governatore romano di alcuna provincia. Inoltre, appare improbabile che Ponzio Pilato, noto per la sua fermezza e crudeltà, fosse disposto a liberare un pericoloso ribelle.[3] Va sottolineato che sull'esistenza di Barabba non vi è alcuna prova storica al di fuori dei vangeli. Lo stesso nome "Barabba" significa in aramaico, lingua parlata nella Palestina del I secolo, "figlio del padre" e - in alcuni manoscritti del Vangelo secondo Matteo - viene chiamato "Gesù Barabba", quasi a voler sottolineare la colpa dei giudei, spesso rimarcata dagli evangelisti, nella scelta sbagliata del "Gesù figlio del padre".


Scrive papa Benedetto XVI nel suo "Gesù di Nazaret": In altre parole Barabba era una figura messianica. La scelta tra Gesù e Barabba non è casuale: due figure messianiche, due forme di messianesimo si confrontano. Questo fatto diventa ancor più evidente se consideriamo che Bar-Abbas significa figlio del padre. È una tipica denominazione messianica, il nome religioso di uno dei capi eminenti del movimento messianico. L'ultima grande guerra messianica degli ebrei fu condotta nel 132 da Bar-Kochba, Figlio della stella. È la stessa composizione del nome; rappresenta la stessa intenzione. Da Origene apprendiamo un ulteriore dettaglio interessante: in molti manoscritti dei Vangeli fino al III secolo l'uomo in questione si chiamava Gesù Barabbas - Gesù figlio del padre. Si pone come una sorta di alter ego di Gesù, che rivendica la stessa pretesa, in modo però completamente diverso. La scelta è quindi tra un Messia che capeggia una lotta, che promette libertà e il suo proprio regno, e questo misterioso Gesù, che annuncia come via alla vita il perdere se stessi.


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