10 dic 2020

La Guerra del Golfo : ore 14 del 2 agosto del 1990, le truppe irachene invadono il Kuwait


 Il 2 agosto 1990, alle ore 02:00, ora locale, l'Iraq lanciò l'invasione del Kuwait con le sue quattro unità d'élite della Guardia Repubblicana: la 1ª Divisione Corazzata Hammurabi, la 2ª Divisione Corazzata Medinah, la 3ª Divisione Meccanizzata Tawalkalna e la 4ª Divisione Motorizzata Nabucodonosor. Le operazioni principali furono condotte da Commando nella battaglia del Dasman Palace.


A supporto di queste unità, l'Esercito iracheno dispiegò uno squadrone di elicotteri da guerra Mil Mi-24 e diverse unità da trasporto di Mil Mi-8 e Mil Mi-17, come pure uno squadrone di Bell 412. La principale missione degli elicotteri fu il trasporto dei Commando iracheni fino a Kuwait City ed in seguito il supporto all'avanzata delle truppe di terra. L'Aviazione irachena possedeva almeno due squadroni di Sukhoi Su-22, uno di Su-25, uno di Mirage F1 e due di cacciabombardieri MiG-23. L'obiettivo principale dell'aviazione era di stabilire la superiorità aerea attraverso un limitato numero di raid sulle basi della Forza Aerea kuwaitiana, le cui unità consistevano principalmente di Mirage F1 e A-4 Skyhawk. Tuttavia, furono colpiti anche degli obiettivi a Kuwait City.



Il Kuwait non aveva allertato le proprie Forze Armate che, in tal modo, furono colte di sorpresa. La prima indicazione dell'avanzata delle forze irachene fu segnalata da un aerostato radar che identificò una colonna di corazzati iracheni in movimento verso sud.[24] I militari del Kuwait si opposero come poterono, ma si trovavano in pesante inferiorità numerica. Sul fronte centrale, la 35ª Brigata kuwaitiana dispiegò un battaglione di carri Chieftain, alcuni mezzi BMP e una batteria d'artiglieria, che si opposero agli iracheni nella battaglia dei Ponti, presso Jahrah.[25] A sud, la 15ª Brigata Corazzata si mosse immediatamente per evacuare le sue forze in Arabia Saudita e della limitata Marina kuwaitiana, due motocannoniere missilistiche riuscirono ad evitare di essere catturate o distrutte.


L'Aviazione del Kuwait fu attaccata, e nei cieli di Kuwait City venne combattuta una battaglia tra le forze aree irakene e quelle kuwaitiane, che subirono gravi perdite. Approssimativamente, il 20% di queste ultime venne distrutto o catturato, mentre il restante 80% degli effettivi si rifugiò in Arabia Saudita e Bahrain. Anche se, nella seguente invasione della Coalizione internazionale, l'Aviazione Libera kuwaitiana non partecipò agli scontri, venne impiegata nei pattugliamento lungo il confine tra Arabia Saudita e Yemen, quest'ultimo considerato una minaccia potenziale a causa di un'alleanza con l'Iraq.



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