Totò Sceicco


Totò sceicco è un film del 1950, di genere farsesco, diretto da Mario Mattoli e interpretato da Totò.
Il film è una parodia di alcune pellicole popolari all'epoca, Il figlio dello sceicco (1926) con Rodolfo Valentino e L'Atlantide (1949)[1]. Inoltre, si ispira chiaramente ad alcune famose commedie, con medesimo soggetto, girate dai comici americani una manciata di anni prima: tra tutte, si ricordano I due legionari (1931) e I diavoli volanti (1939) di Laurel and Hardy.Antonio Sapone è capo maggiordomo della marchesa di San Frustone, obesa, che sfonda una dopo l'altre le sedie soprattutto quando soffre e piange a causa dei dispiaceri che le procura il figlio, il marchese Gastone. Antonio usa il fischietto per chiamare gli inservienti della nobile casa e una macchina di sollevamento per issare la marchesa. Il marchesino disperato per avere litigato con la fidanzata, la canzonettista Lulù, decide di suicidarsi, subito dopo chiede di essere ucciso da Antonio, e infine di arruolarsi nella Legione Straniera per non rivedere più Lulù.
La marchesa continua a sfondare sedie ed è sempre più preoccupata per la sorte del figlio. Chiede ad Antonio di seguirlo e stargli vicino per impedire che commetta sciocchezze. Antonio accetta in cambio di un palazzo. Per una serie di equivoci, invece di arruolarsi nella Legione Straniera, Antonio finisce nelle file dei ribelli, che lo fanno credere figlio dello sceicco, arrestato in Europa. Dopo aver salvato la vita a Gastone - il quale, venuto per catturare lo sceicco, resta molto sorpreso nel riconoscere nel presunto capo dei ribelli il proprio maggiordomo - i due riescono a fuggire, ingannando le sentinelle. Durante il viaggio nel deserto un colpo di sole fa impazzire Gastone, che si convince di aver catturato veramente il figlio dello sceicco. Esposto al pericolo di esser fucilato dai legionari, Antonio viene salvato in extremis da Gastone, fortunosamente rinsavito, il quale per il momento ritrova la sua Lulù.
Catturati di nuovo dai predoni arabi durante un turno di guardia, i due capitano in una misteriosa città sotterranea, l'antica Atlantide, dove regna la regina Antinea. Ella è tanto bella da indossare una maschera per evitare fatidici innamoramenti. Chi osa vederla in volto infatti, impazzisce e sarà colto dal desiderio irresitibile di baciarla, ma pagherà con la morte il bacio perché le labbra della regina sono avvelenate.
Antonio e Gastone incontrano un pazzo che si aggira tra i templi in preda al desiderio di baciare la regina. Poi, catturati vengono condotti dinanzi ad Antinea, che, toltasi la maschera, provoca la follia di Gastone, dimentico di Lulù. Ma alla regina piace Antonio, il quale fa arrestare Gastone per concedersi agli amori della regina. Nel momento che precede il bacio, Antonio scopre che rimarrebbe morto, allora compie la strategia di far chiudere gli occhi alla regina e chiamare a baciarla il pazzo girovago, che non ha esitazione a dare il bacio che lo lascia stecchito.
Segue la necessità di fuggire e far ritrovare nuovamente il senno a Gastone, mentre i legionari, che si sono accorti del passaggio segreto che porta ad Atlantide, piombano tutti nel sottosuolo e ingaggiano una zuffa generale con gli abitanti della città sotterranea. Il colonnello dei ribelli, una volta ammirate le splendide ricchezze conservate, impazzisce e con la dinamite fa saltare in aria i tesori dell'inesplorato mondo.
I fuggiaschi si salvano e rientrano in Italia. La marchesa di San Frustone è contenta di donare ad Antonio il suo palazzo per ritirarsi in campagna; Gastone, guarito, riabbraccia Lulù davanti alla mamma e nel raduno in salotto a fianco di Antonio ora c'è Antinea, diventata bionda e che ora può baciare Antonio perché non ha più la bocca avvelenata, in quanto fatta vaccinare da quest'ultimo.